Intervista BMP n° 6: Elena Maggi

Eccoci con Elena Maggi, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa:

D: Come è nato il tuo interesse per il tema inquinamento luminoso?

Elena Maggi (a sinistra) con Martina dal Bello (a destra), nel sito sperimentale allestito nel 2015-2016.

Il primo “incontro” con il tema dell’inquinamento luminoso a livello di ricerca scientifica è stato a Roma nel settembre 2015. Nell’ambito del congresso congiunto della European Ecological Federation (EEF) e della Società Italiana di Ecologia (SItE) era stata organizzata un’intera sessione dedicata a questo tema, con presentazioni molto interessanti che mostravano ricerche effettuate prettamente in ambito terrestre. La proiezione delle mappe, tuttavia, mostrava chiaramente le aree costiere quali zone molto disturbate da questo tipo di inquinamento. Poiché la mia ricerca si incentra sull’ecologia dei popolamenti di costa rocciosa, mi sono chiesta: perché nessuno si è interessato ai possibili effetti di questa fonte di stress sugli organismi marini costieri? Ho subito discusso della cosa con alcuni colleghi presenti al congresso, che hanno accolto la mia proposta di iniziare ad occuparci di questo tema con altrettanto entusiasmo. Attraverso conoscenze comuni sono poi venuta a conoscenza del progetto relativo alla Buiometria partecipativa; il passo successivo è stato quello di formalizzare una collaborazione con Pibinko.org e di mettere in piedi il primo esperimento manipolativo sugli effetti dell’inquinamento luminoso sugli organismi di battigia di costa rocciosa in Italia. Ammetto che l’approccio “ notturno” alla raccolta dati è stato un modo per apprezzare ancora di più la mia attività di ricerca, nonché un’opportunità importante per fare osservazioni da un nuovo punto di vista: quello della vita notturna degli organismi costieri. Non dimentichiamo che l’osservazione è alla base dell’approccio sperimentale!

D: L’Università di Pisa ha da poco avviato un progetto finanziato per lo studio degli effetti dell’inquinamento luminoso in campo ecologico, ci puoi descrivere il gruppo di lavoro e le finalità del progetto?

Il progetto si intitola Impatti emergenti: effetti dell’inquinamento luminoso notturno sulla biodiversità e sul funzionamento dell’ecosistema costiero ed è finanziato dall’Ateneo pisano.
Ne fanno parte ricercatori e professori del Dipartimento di Biologia, che si occupano di ecologia marina (Prof. L. Benedetti-Cecchi, Prof. F. Bulleri), genetica (Prof. R. Scarpato), botanica (Dott. A. Andreucci), fisiologia vegetale (Prof. F. Licausi) ed etologia (Dott. D. Giunchi). Il progetto è partito agli inizi di aprile 2017 e avrà una durata di due anni. Ha tre obiettivi principali:

  1. individuare una relazione tra biodiversità e inquinamento luminoso notturno in ambiente costiero;
  2. quantificare gli effetti dell’inquinamento luminoso sulla biodiversità attraverso esperimenti manipolativi sul campo e in laboratorio;
  3. individuare interazioni tra inquinamento luminoso e altri fattori di stress (ad esempio radiazioni UV e riscaldamento superficiale dell’acqua di mare).

A questo scopo si prevedono attività di monitoraggio degli organismi marini costieri presso siti caratterizzati da diversi gradi di inquinamento luminoso, nonché esperimenti manipolativi in campo e in laboratorio. In particolare, gli esperimenti si concentreranno sugli effetti dell’inquinamento luminoso su alghe e invertebrati di costa rocciosa, piante marine (Posidonia oceanica), microalghe di acqua dolce, lieviti ed uccelli costieri (ad esempio il gabbiano reale). Lo scopo finale è quello di individuare processi e meccanismi molecolari, fisiologici ed ecologici alla base degli effetti dell’inquinamento luminoso, in modo da riuscire ad individuare possibili azioni locali relative all’illuminazione artificiale, in grado di minimizzarne gli effetti nonché le possibili sinergie con fattori di stress altrimenti difficilmente gestibili.

D: Che attività avete previsto per l’estate?
R: Questa estate ci concentreremo sull’attività di monitoraggio. In questo ambito continua la collaborazione con Pibinko.org e con Luciano Massetti dell’istituto di Biometeorologia del CNR, con i quali abbiamo organizzato una “campagna buiometrica estiva”. La campagna prevede attività di campionamento della luminosità notturna lungo la costa della Toscana, attraverso attività di citizen science; ovviamente tra i cittadini ci sarò anche io, ma soprattutto alcuni studenti del corso di laurea in Biologia Marina dell’Università di Pisa, che si sono proposti in seguito alla partecipazione al seminario che abbiamo organizzato lo scorso 16 maggio. Saranno poi effettuati monitoraggi della biodiversità costiera marina presso alcuni dei siti per i quali è stato valutato il grado di inquinamento luminoso. Per la prossima luna nuova di luglio prevediamo anche una prima raccolta di campioni di Posidonia oceanica, presso siti caratterizzati da un diverso grado di illuminazione notturna, per le prime analisi molecolari nell’ambito del progetto di Ateneo. I dati raccolti durante questa estate rappresenteranno l’osservazione quantitativa di partenza su cui basare i futuri esperimenti in laboratorio e sul campo.

BMP Interview #6: Elena Maggi

Here we are with Elena Maggi, post-doctoral fellow at the Department of Biology of the University of Pisa:

Q: How did your involvement in the topic of light pollution start?

A: My first “encounter” with the topic of light pollution research was in Rome, Italy, in September 2015. This was during the joint conference of the European Ecological Federation (EEF) and the Italian Society of Ecology (SItE), that included a whole session dedicated to this topic, with very interesting presentations showcasing research mostly on terrestrial habitats.
At the same time, the light pollution maps presented clearly showed a strong impact on coastal areas. Since my research is focused on the ecology of rocky shore assemblages, I asked myself: why did no-one ever considered the possible effects of this source of stress on marine coastal organisms?

Elena Maggi (left) with Chiara Mintrone (right), in their experimental site in 2015-2016.

I immediately discussed the issue with some colleagues at the conference, and they welcomed my idea of starting to work on this topic. I eventually came to learn of the Buiometria partecipativa, which led to a formal collaboration with Pibinko.org and to set up our first manipulative experiments on the effects night light pollution on rocky shore intertidal organisms in Italy. I must admit that the “nocturnal” approach to data collection has been a way to appreciate even more my research activity, and an opportunity to collect observations from a new viewpoint, i.e. that of nocturnal life of coastal organisms. We should not forget that observation is at the foundation of the experimental approach!

Q: Your University of recently started a funded project to study light pollution effects in the field of ecology: could you describe the working group and the objectives of this project?

A: The project is called “Emerging impacts: effects of night light pollution on coastal biodiversity and ecosystem functioning” and it is funded by the University of Pisa.
The working group is composed by researchers and professors from the Department of Biology, studying marine ecology (Prof. L. Benedetti-Cecchi, Prof. F. Bulleri), genetics (Prof. R. Scarpato), botanics (Dott. A. Andreucci), plant physiology (Prof. F. Licausi) and ethology (Dott. D. Giunchi).
The project started in April 2017 and will have a duration of two years. It has three main goals:

  1. identify a relationship between biodiversity and night light pollution on coastal habitats;
  2. quantify the effects of night light pollution on biodiversity through manipulative experiments in the field and under laboratory conditions;
  3. identify possible interactions between light pollution and other sources of stress (e.g. UV radiations and warming of shallow sea water).

For this purpose, we envisage monitoring activities of coastal organisms at sites characterized by varying degrees of light pollution, as well as manipulative experiments in the field and in the laboratory. In particular, experiments will focus on effects of light pollution on algae and invertebrates inhabiting rocky shores, seagrass (Posidonia oceanica), freshwater microalgae, yeasts and coastal birds (e.g. seagull). The overarching aim of the project is that of unveiling processes and molecular, physiological or ecological mechanisms behind the effects of light pollution, as a tool to identify local actions able to minimize the effects of light pollution, as well as possible synergies with other sources of stress, which are more difficult to manage.

Q: What activities have you planned for this Summer?
A: We will focus on monitoring, in collaboration with the Biometeorology Institute of the National Research Council and the BuioMetria Partecipativa project. With these partners we have planned a Summer campaign focusing on measurements taken along the Tuscan coast combining citizen science observations. I will be one of the citizens, but -most of all- we have some students from the master in Marine Biology from the University of Pisa who volunteered after attending a seminar we organised on May 16. Also, monitoring of marine biodiversity will be conducted at some of the sites where the levels of light pollution have been evaluated. With the July new Moon we expect to collect a first batch of Posidonia oceanica samples in locations characterized by varying levels of night lighting. These samples will be subject to our initial molecular analyses within our University project. The data collected during the Summer will represent a quantitative baseline for the experiments which will follow, in the field and in our lab.

BMP Interview #5: Rod E. Mc Connell

Rod E. Mc Connell, Canadian, President of the Alberta Dark Sky Association, tells us about his experience, starting from the Edmonton area, and gradually reaching wider horizons.

Q: How did your involvement with the light pollution issue start?
A: My involvement with light pollution began over fifty years ago when I entered university.
At home in the country my beloved night skies were studded with brilliant stars but, in the city of Edmonton, their numbers were dramatically reduced. In 1963 or ’64, I wrote to city council complaining of the light pollution which blocked my view of the heavens.
However, 1960’s society was not ready for lessons in energy conservation or light waste,
trespass and pollution (Light-WTP). The curt letter I received emphasized the City knew
what it was doing and did not need the recommendations of some kid from the country.
There were even derogatory comments in the local newspaper regarding my concerns.
In November 2009, at my nature preserve 150 km northeast of Edmonton, I really
became aware of how light pollution from Edmonton and area had increased over the years.

An Edmonton taxpayer, I decided to take on the city. Determined to save my dark skies, reduce this waste and cut light pollution, I gathered information on light waste, its costs and its effects. I also formed a group and invited other interested people from
different backgrounds to join the “Alberta Dark Sky Association,” a loose association of
professionals who had similar objectives.
Realizing that we would never win the battle with the City over “light pollution,” I
strongly recommended that we create a program which would emphasize reduced
light/energy waste while reducing costs, improving city lighting, citizen and
environmental health, all items city council should find attractive. I proposed that we call
the initiative the “Light-Efficient Community” program (copyrighted.) This phrase
describing our goal could then be quickly, easily and positively understood by all and
greeted with approval rather than fear or anger.
Definition:
A Light-Efficient Community (LEC) is one that uses lighting intelligently and
responsibly. It uses the most effective, efficient artificial lighting available to minimize
energy waste, glare, light trespass and light pollution. A Light-Efficient Community
employs sound planning, designs, measures, legislation, fixtures, technologies and
good lighting practices to reduce its energy costs and carbon footprint while preserving
the natural environment and ensuring health, safety, security and a high quality of life
for all.
Prime Principle:
Light only what needs to be lit only when it needs to be lit with the most efficient light
source of appropriate intensity and colour without creating direct light trespass on
neighboring properties and the night sky. Keep your light to yourself!
This initiative eventually met with council approval and the Edmonton “Light-Efficient Community Policy” was adopted August 21st, 2013. We are in the process of making changes to streetlighting and will shortly begin work on “Phase 2 – Exterior Community Lighting” and a “LEC Educational Program.”
We have and continue to consult with other communities in creating and adopting the
LEC program throughout Alberta and elsewhere. Our work extends far beyond Edmonton
and encompasses communications and efforts to reduce Light-WTP on an international
basis. To assist in these efforts, I have created a web site
(www.Light-EfficientCommunities.com)
which offers a short course and many resources for the LEC advocate. I am also currently
producing a film (“Demons in the Light”) which will help educate all sectors of the
communities in which advocates work. (Useful modules from the film are now available
on Youtube.com. – Search for “Light-Efficient Communities)

Q: Is the Alberta Dark Sky Association (ADSA) affiliated to the International Dark Sky
Association, or is it an independent operation?

A: The ADSA is a completely separate organization from the International Dark Sky
Association though several of our members also carry IDA memberships.

Q: When was the ADSA created? How many members does it have?
A: The ADSA was created in 2009. Members: Our number of associates approximates 100
with anyone having an interest in Light-WTP welcome.

Intervista BMP n°5: Rod E. Mc Connell

Rod E. Mc Connell, canadese, presidente dell’Alberta Dark Sky Association, ci racconta la sua esperienza nata nella zona di Edmonton, dintoni, e non solo.

D:Come è iniziato il tuo impegno sul tema inquinamento luminoso?

…era oltre 50 anni fa, quando cominciai l’università.
A casa, in campagna, i miei amati cieli notturni erano imperlati di stelle brillanti ma, nella città di Edmonton, se ne vedevano parecchie meno.

Nel 1963 o ’64 scrissi al Comune lamentandomi dell’inquinamento luminoso che mi impediva la visione dei cieli.

Purtroppo negli anni Sessanta la società non era ancora pronta per spiegazioni su argomenti come il risparmio energetico, le luci intrusive e l’inquinamento luminoso.

Ricevetti una risposta un po’ secca in cui mi si diceva che la Città sapeva cosa stava facendo e che non avevano bisogno di raccomandazioni da parte di un ragazzo di campagna.
La stampa locale fece anche commenti offensivi a proposito delle mie preoccupazioni.

Nel novembre 2009, in una riserva naturale dalle mie parti, 150 km a nord-est di Edmonton, mi resi conto di come l’inquinamento luminoso dall’area metropolitana era aumentato negli anni.

Come contribuente, decisi di affrontare l’amministrazione. Essendo interessato a preservare i miei cieli bui, ridurre gli sprechi e abbattere l’inquinamento luminoso, iniziai a raccogliere informazioni sull’argomento, sui costi e sugli effetti.
Ho inoltre costituito un gruppo e invitato altra gente interessata, di varia formazione, a entrare a far parte della “Alberta Dark Sky Association,” come raggruppamento spontaneo di professionisti con obiettivi affini.

Consapevole del fatto che non avrei mai vinto la battaglia con la Città sul tema “inquinamento luminoso” in quanto tale, proposi di creare un programma che evidenziasse la riduzione di luce inutile, il risparmio energetico, il miglioramento dell’illuminazione, e la salute dei cittadini e dell’ambiente, tutti temi di interesse per il Comune.
Proposi di chiamare questa iniziativa il programma “Light-Efficient Community” (c)
Con una frase che descriveva direttamente il nostro obiettivo, poteva essere apprezzato da tutti e accolto con approvazione, anziché con rabbia o paura.

Definizione: Una Light-Efficient Community (LEC, “comunità della luce efficiente”) è una comunità che utilizza l’illuminazione in modo intelligente e responsabile. Impiega l’illuminazione artificiale più efficace ed efficiente per minimizzare lo spreco di energia, l’abbagliamento, la luce intrusiva e l’inquinamento luminoso. Una Light-Efficient Community utilizza programmi, progetti, misure, leggi, apparecchi, tecnologie e buone pratiche per ridurre i propri costi di energia e l’impronta ecologica, proteggendo al contempo la salute, la sicurezza e una buona qualità della vita per tutti.

Principio di fondo: La luce deve essere accesa solo quando serve, utilizzando la sorgnete di luce più efficiente, con intensità e colore appropriati e che non determini flussi di luce diretta sulle proprietà confinanti e verso il cielo. Tenete la vostra luce per voi!

Questa iniziativa ha avuto a un certo punto l’approvazione del Comune e un’ordinanza per la “comunità della luce efficiente” fu adottata il 21-8-2013.
Stiamo ora provvedendo ad adeguare l’illuminazione e prossimamente inizieremo a lavorare sulla seconda fase del nostro programma, riguardante l’illuminazione di esterni e un programma di formazione.

Ci stiamo inoltre impegnando anche per creare altre comunità analoghe con il programma LEC anche in altre parti dell’Alberta e altrove: il nostro lavoro va ben oltre Edmonton e comprende comunicazioni e sforzi per ridurre gli effetti negativi della luce artificiale su scala internazionale.

Per sostenere questi sforzi, ho creato un sito web (www.Light-EfficientCommunities.com) che offre un breve corso e molto materiale per il promotore delle LEC. Sto inoltre producendo un film (Demons in the Light) che aiuterà a formare tutti i settori delle comunità in cui i promotori operano (alcuni estratti del film si trovano su Youtube cercando “Light-Efficient Communities”)

 

D: L’Alberta Dark Sky Association (ADSA) fa parte della International Dark Sky
Association (IDA), o è una realtà indipendente?

R: L’ADSA è un’organizzazione completamente separata dalla International Dark Sky
Association, anche se diversi dei nostri soci sono anche soci IDA.

D: Quando è nata l’ADSA? Quanti soci ha?
R: L’ADSA è nata nel 2009 e conta un centinaio di soci…chiunque abbia un interesse al tema dell’inquinamento luminoso è benvenuto.

High School Internships with Attivarti.org: mission accomplished

From April 26 to May 14 Attivarti.org hosted in Torniella, Southern Tuscany, two students from the Fossombroni High School in Grosseto.

The students supported the association on two tasks: editing information material concerning the Farma Valley (using both pre-existings sources and new documentation acquired directly on the field) and helping with the promotion of the event calendar combining activities from different subjects residing in the hamlets of Torniella, Piloni, and Scalvaia.

These events start with the Summer season, but also cover the colder months, and take place not only in the valley, but also in locations where subjects from the valley are invited. For example we have considered exhibitions of the Band of Torniella, presentation by the BuioMetria Partecipativa project, as well as the traditional palla a 21/palla eh! tournaments.

To be updated, you may subscribe to our English-language mailing list, write us directly or check the billboard which you will see on your right entering Torniella from the South . This was used to show a map of one of the protected areas nearby, but was gradually being ruined. We asked the Municipality about the possibility of re-using the billboard to present both the calendar and a community map of the valley, and since April 30, it’s right there.

We would like to thank the Fossombroni High School for the interested in our project, and Mario Straccali, Giorgio Panerati, Andrea Bartalucci, Remo Ganozzi e Sonia Masini for the support they provided during the activities.

Alternanza scuola-lavoro con Attivarti.org: concluso il progetto

Dal 26 aprile al 14 maggio scorso Attivarti.org ha ospitato a Torniella due studentesse dell’Istituto Fossombroni di Grosseto nell’ambito di un progetto di alternanza scuola-lavoro.

Le studentesse hanno supportato l’associazione (a) nella messa a punto di materiale informativo sulla Val di Farma, a partire da documenti preesistenti, ma anche da testimonianze inedite tramite sopralluoghi e interviste e (b) sulla promozione della programmazione di eventi a cura delle realtà che animano i borghi di Torniella, Piloni e Scalvaia.

Gli eventi riguardano non solo i mesi estivi, e comprendono anche iniziative in realtà della valle vengono invitate in altre località, come le esibizioni della Banda di Torniella, le presentazioni della BuioMetria Partecipativa, oltre ai consueti tornei di palla a 21/palla eh! che oltre a essere ospitati in tutti e tre i borghi, ruotano come di consueto anche su Tirli, Ciciano e Vetulonia.

Per rimanere aggiornati, potete iscrivervi alla mailing list con cui settimanalmente diamo segnalazioni e anteprime, scriverci direttamente o consultare la bacheca che trovate all’ingresso del paese, lato sud (vicino alla posta, per intendersi). Questa ospitava un tabellone informativo ormai malandato, e abbiamo avuto dal Comune il permesso di riutilizzare lo spazio appunto per pubblicizzare gli eventi delle associazioni, e far vedere la mappa di comunità della Val di Farma, realizzata nei mesi scorsi.

Si ringrazia l’Istituto Fossombroni per l’interesse per il progetto, e si ricorda il supporto di Mario Straccali, Giorgio Panerati, Andrea Bartalucci, Remo Ganozzi e Sonia Masini per lo svolgimento delle attività.

Seventies night at the ARCI Community Club in Torniella (Southern Tuscany)

The ARCI Community Club in Torniella, Southern Tuscany, is having a Seventies revival night on April 23, 2017.

The will be an exhibition of vintage clothes, brought by the MCO apparel shop by Marcella and Celeste Sgai.
Doors open at 9.30PM, wih DJ Ricky Bartalucci spinning some records.
If you have vintage clothes, wear them for the occasion.

Kudos to Andrea Landini for proposing the idea.

Serata rétro anni ’70 al Circolo ARCI di Torniella (GR)

ll Circolo Arci di Torniella organizza, per il giorno 23 Aprile 2017, una serata rètro incentrata sugli anni ’70.
Gli abiti che ci saranno in esposizione sono stati gentilmente offerti dal negozio MCO di Marcella e Celeste Sgai.
L’evento inizierà alle ore 21:30 e sarà accompagnato dalla musica di DJ Ricky Bartalucci.
L’abbigliamento a tema verrà apprezzato.

Si ringrazia, in particolar modo, per l’idea Andrea Landini.