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Tornei di palla a 21/palla eh! 2016: le date

Tirli (GR): 23-24 luglio

Scalvaia (SI): 30-31 luglio

CIciano (SI): 6-7 agosto

Torniella (GR): 13-14 agosto

Piloni (GR): 20-21 agosto

Vetulonia (GR): 27-28 agosto

 

Le partite iniziano in genere dopo pranzo (ore 14-14.30), a meno che non siano necessari spareggi la domenica mattina. La domenica sera, al termine del torneo, si tiene una cena abbinata alla premiazione.

Inquinamento luminoso e catene trofiche marine: risultati preliminari da un caso di studio

emaggi-coverElena Maggi, ricercatrice del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, ha presentato all’undicesimo International Temperate Reefs Symposium un lavoro sperimentale riguardante lo studio dell’effetto della luce artificiale notturna sulle catene trofiche in ambiente marino.

Nell’ambito della campagna sperimentale è stato utilizzato uno dei sensori del progetto BuioMetria Partecipativa

Gli interventi del Consiglio Regionale dell’Andalusia per preservare la qualità del cielo notturno

Materiale condiviso nell’ambito della rete Loss of the Night, grazie a Estefania Canavate Garcia. Traduzione a cura di Carlo Fantilli, studente presso la Scuola Superiore di Mediazione Linguistica di Pisa.

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Campagne per la divulgazione e la presa di coscienza da parte dei cittadini.
Tra le campagne più rilevanti si segnalano: la campagna ”Espacios naturales de Andalucía, cielos de calidad” (“Gli spazi naturali dell’Andalusia, cieli di qualità”), il cui obiettivo è valorizzare i cieli dell’Andalusia, incoraggiando il turismo astronomico ed uno sviluppo sostenibile; le campagne “Ferias de luz y sonido, un placer para los sentidos” (“Fiere di luci e suoni, un piacere per i sensi”) e “¿Cómo iluminas tu Navidad?” (“Come illumini il Natale?”), che mirano ad ottenere un’illuminazione più sostenibile durante i periodi natalizi e festivi; infine la campagna “La iluminación de tu campo es de primera” (“L’illuminazione del tuo campo è di prima qualità”).

Concorsi
Una maniera efficace per coinvolgere tutti i cittadini è l’organizzazione di concorsi sulla base di varie categorie come ad esempio: cortometraggi sostenibili, cartelloni, racconti brevi, poesie e graffiti.

Campagna di formazione
Rivolta a tecnici e responsabili comunali, comunità universitarie, insegnanti ed alunni delle scuole primarie e secondarie, professionisti del settore pubblico e privato.

Sostegni economici
Secondo i criteri stabiliti dall’Ordinanza del 20 dicembre 2010, i comuni aderenti al Programma per la Sostenibilità Urbana Città 21 potranno ottenere sovvenzioni destinate alla messa in opera di azioni e strategie specifiche per contrastare il cambiamento climatico. Oltretutto, anche il Patto dei Sindaci si sta impegnando ad acquisire fondi dalla Banca Europea degli Investimenti, supportando la partecipazione di aziende attive nel settore dei Servizi Energetici.

Progetti pilota
Tramite la messa in pratica di questi progetti, alcuni impianti di illuminazione specifici verranno rinnovati ed adattati nel modo migliore alle normative; essi rappresenteranno il modello da seguire per tutti gli altri comuni dell’Andalusia.

Creazione di un gruppo di lavoro internazionale di Amministrazione che definisca le norme per regolamentare l’inquinamento luminoso.
La creazione di un gruppo internazionale servirà a favorire il confronto delle esperienze e a supportare sia lo sviluppo, che la successiva applicazione delle norme.

In conclusione, è necessario proteggere gli spazi naturali della nostra Comunità. Inoltre è essenziale sottolineare il valore dei nostri cieli come patrimonio culturale e dei nostri osservatori astronomici come patrimonio scientifico. Ciononostante, al fine di ottenere risultati positivi, le strategie per prevenire l’inquinamento luminoso dovranno essere supportate da importanti campagne di sensibilizzazione e formazione. Sarà possibile trovare la soluzione a questi problemi attraverso la coerenza e i consensi di produttori, Amministrazioni, settori economici competenti e cittadini.

Retro:

Le terre andaluse possiedono un notevole valore ambientale, infatti è per questo motivo che in Andalusia è possibile trovare numerose aree protette. Queste aree occupano circa il 20% del territorio andaluso e da sole rappresentano il 30% delle aree protette della Spagna. In esse vivono molte specie, sia animali che vegetali, vulnerabili agli effetti causati dell’uomo.

Ad ogni modo, l’Andalusia non si distingue solamente per la qualità delle sue aree naturali; anche il cielo notturno infatti è storicamente un punto di riferimento mondiale per le osservazioni astronomiche. Ne è la prova la presenza sul suolo andaluso di due importanti osservatori: il Centro Astronomico Ispano-Tedesco di Calar Alto e l’Osservatorio della Sierra Nevada. Tuttavia, l’aumento degli impianti di illuminazione esterna rischia di andare a compromettere l’oscurità naturale di queste aree e del cielo notturno; fino ad ora infatti, tali impianti sono stati progettati seguendo criteri tecnici ed economici ma, sfortunatamente, non criteri ambientali. Per proteggere il patrimonio naturale ed astronomico e garantire un nuovo modello di sviluppo economico per il territorio, l’Andalusia si pone in prima linea nella regolamentazione dell’inquinamento luminoso. Il Consiglio Regionale, mediante la legge n°7 del 9 luglio 2007, ha stabilito le prime linee guida di Gestione Integrata della Qualità Ambientale, sviluppate successivamente con il Decreto n°357 del 3 agosto 2010, tramite il quale è stato approvato il Regolamento per la tutela della qualità del cielo notturno contro l’inquinamento luminoso e sono state stabilite misure di risparmio ed efficienza energetica.
Il Decreto definisce l’inquinamento luminoso come l’emissione di un flusso luminoso da parte di sorgenti di luce artificiali che costituiscono impianti d’illuminazione esterna notturna che abbia intensità, direzione o estensione spettrale inadeguati alla realizzazione delle attività previste nella zona illuminata.
Obiettivi:
a) Prevenire, ridurre e correggere gli effetti della diffusione di luce artificiale nel cielo notturno.
b) Preservare le condizioni di oscurità naturale a beneficio degli ecosistemi notturni in generale.
c) Promuovere un uso efficiente degli impianti di illuminazione, senza mettere a rischio la sicurezza degli utenti.
d) Ridurre la dispersione di luce in zone differenti da quelle che si intende illuminare, specialmente in ambienti naturali o all’interno di edifici residenziali.
e) Salvaguardare la qualità del cielo notturno per facilitarne la visione, in particolare nelle vicinanze di osservatori astronomici.

Ambito di applicazione:
impianti di illuminazione esterni, dispositivi illuminotecnici e apparecchiature ausiliarie di illuminazione, sia pubbliche che private, presenti sul territorio della Comunità Autonoma dell’Andalusia.

Soggetti competenti:
Assessorato dell’Ambiente e Amministrazione Comunale

Zonizzazione del territorio:
è necessario che tutte le attività notturne, sia economiche che non, siano rese compatibili con la qualità della vita dei cittadini, con la protezione degli esseri viventi più vulnerabili, con la visione del cielo notturno e con le osservazioni astronomiche. L’obiettivo è sia quello di tutelare al massimo le zone maggiormente a rischio, sia quello di garantire alle città e ai paesi una vita notturna confortevole. Per conseguire tale scopo, la normativa prevede una zonizzazione dell’Andalusia, ovvero la suddivisione del territorio in diverse aree nelle quali il grado di protezione è determinato in base alle effettive necessità dell’area stessa.

Restrizioni per gli impianti più recenti:
Il Flusso Emisferico Superiore installato deve essere inferiore all’1%.
I livelli di illuminazione e luce dispersa devono rispettare i valori stabiliti dal Regio Decreto n° 1890 del 14 novembre 2008.
Le lampade devono fornire la miglior efficienza energetica possibile.
Nelle zone E1 ed E2 l’uso di lampade con emissioni a breve lunghezza d’onda dello spettro visibile è limitato.
Gli impianti non devono proiettare luce in zone che non siano l’oggetto o l’area da illuminare.
L’illuminazione ornamentale e quella proveniente da cartelloni pubblicitari ed insegne luminose deve essere effettuata dall’alto verso il basso.
Tutti gli impianti d’illuminazione più recenti devono essere dotati di sistemi automatici di regolazione che riducano il flusso luminoso durante le ore notturne.

Divieti per tutti i tipi di impianti:
LED, laser e proiettori pubblicitari che emettono un flusso luminoso al di sopra del piano orizzontale.
Illuminazione di spiagge e coste situate al di fuori del centro abitato.
Aerostati luminosi con fini pubblicitari.
Lampade non monocromatiche nelle zone Z1.
Insegne luminose nelle zone E1.
Sostituzione nell’arco di tre anni di tutte le lampade con un Flusso Emisferico Superiore installato superiore al 25% (ad esempio le lampade di forma sferica e i lampioni).
Spegnimento di tutti gli impianti delle zone E1 ed E2 durante le ore notturne, eccetto l’illuminazione necessaria alla sicurezza. Spegnimento dell’illuminazione ornamentale e dei cartelloni pubblicitari nelle ore notturne.

(Pagina 3)
L’Assessorato dell’Ambiente appoggia l’applicazione del Regolamento
Uno degli obiettivi principali dell’Assessorato dell’Ambiente è quello di garantire l’applicazione del Decreto n°357 del 3 agosto 2010; tale obiettivo però deve scontrarsi con alcune difficoltà che è necessario superare: la diffusa disinformazione riguardo le cause e gli effetti dell’inquinamento luminoso, la storica connessione tra società sviluppata e spreco energetico, gli interessi dei settori coinvolti che a volte si contrappongono e l’attuale limitazione di risorse. A tale scopo, l’ Assessorato dell’Ambiente ha lanciato un’ampia strategia che integra diversi vettori fondamentali:

Supporto tecnico alle amministrazioni comunali
La Dirección General de Cambio Climático y Medio Ambiente Urbano (Direzione Generale per il Cambiamento climatico e Ambiente urbano) fornisce tutto il supporto tecnico necessario ai comuni per la messa in pratica dei provvedimenti derivanti da tale Regolamento.

In considerazione di ciò, per facilitare l’approvazione della zonizzazione del territorio da parte delle amministrazioni comunali, l’Assessorato dell’Ambiente ha deciso di includere nel progetto di protezione delle aree più a rischio anche l’utilizzo del suolo. In seguito, tali informazioni sono state distribuite ai vari comuni tramite differenti mezzi. Quindi è stata realizzata una mappa del territorio in formato PDF, composta da vari strati cartografici visualizzabili per mezzo di Google Earth, ed editabili con programmi di gestione delle informazioni geografiche.

Tra gli altri provvedimenti a supporto delle amministrazioni comunali messi in atto dall’Assessorato dell’Ambiente vi sono: creazione di un servizio di richiesta informazioni sull’inquinamento luminoso integrato con i servizi di consulenza telefonici a disposizione dei cittadini, creazione di un indirizzo e-mail per la richiesta di informazioni on line, pubblicazione di una guida tecnica per l’applicazione del Regolamento, organizzazione di campagne per la misura dell’inquinamento luminoso e di comitati tecnici provinciali rivolti ai tecnici e ai responsabili degli impianti per l’illuminazione pubblica.

Assessorato dell’Ambiente (dell’Andalusia): I criteri ambientali da seguire per un’illuminazione mirata al risparmio energetico.

Nell’ambito della rete Loss of the Night, abbiamo avuto modo di conoscere più da vicino il lavoro svolto dall’agenzia per l’ambiente dell’Andalusia in tema di tutela e protezione della qualità del cielo notturno.

Dopo l’intervista a Estefania Canavate Garcia del 2014, vi proponiamo la traduzione in italiano di alcuni opuscoli informativi segnalatici da questo ente.

La traduzione è a cura di Carlo Fantilli, studente presso la Scuola Superiore di Mediazione Linguistica di Pisa.

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FRONTE

Pagina 1:
In Spagna il consumo energetico pro capite per l’illuminazione pubblica e privata esterna, supera di molto la media europea.

Pagina 2:
Per maggiori informazioni: luminica.cma@juntadeandalucia.es
www.juntadeandalucia.es/medioambiente/contaminacionlumica

Pagina 3:
Assessorato dell’Ambiente – I criteri ambientali da seguire per un’illuminazione mirata al risparmio energetico.

Pagina 4:
Un buon sistema d’illuminazione non solo sfrutta l’energia in modo efficace, ma deve anche rispettare l’ambiente, gli ecosostemi, il paesaggio celeste e gli individui.
E’ possibile conseguire il risparmio energetico nel rispetto delle naturali condizioni notturne.

RETRO

Pagina 1:
Gli effetti della luce blu e di quella bianca sull’ambiente.
La luce blu e la luce bianca nella natura.
Durante la notte si sviluppa un’ intensa attività biologica. Gli ecosistemi potrebbero essere alterati a causa della luce artificiale: interazioni preda-predatore, processi di accoppiamento e riproduzione, migrazioni, attrazione o repulsione selettiva.
Gli insetti sono per la maggior parte creature notturne. Si trovano alla base della catena alimentare e sono molto più sensibili alla luce blu, rispetto a quella gialla o rossa.
La luce bianca contiene una notevole quantità di emissioni nel blu, per questo interferisce maggiormente sugli ecosistemi.

La luce blu e la luce bianca nel firmamento.
La luce artificiale che si diffonde nell’atmosfera, elimina l’oscurità naturale del cielo notturno; ciò rende più difficile sia apprezzarne la bellezza visiva, sia l’osservazione per scopi scientifici.
Come mai di giorno il cielo è azzurro, nonostante la luce diurna provenga dal Sole, che è bianco? Poiché la luce blu si diffonde molto più facilmente nell’atmosfera, rispetto alla luce gialla o rossa.
Lo stesso accade di notte: se l’illuminazione avviene tramite luci con tonalità calde (tendenti al giallo), il raggio della luce dispersa viene ridotto notevolmente. La luce bianca è più ricca di componenti blu, cosa che la rende più dannosa.

(Testo in giallo)
La luce gialla interferisce in misura minore sulla fauna selvatica notturna, preserva maggiormente il cielo notturno ed è più salutare
.

(Testo in grigio)
Con il Decreto n°357 del 3 agosto 2010, è stato approvato il Regolamento per la tutela della qualità del cielo notturno, mirato a contrastare l’inquinamento luminoso e a stabilire norme di risparmio ed efficienza energetica, oltre a definire, laddove sia possibile, la preferenza verso luci con tonalità gialle e limitare le emissioni di luce blu nelle aree maggiormente soggette ad inquinamento luminoso (zone E1 ed E2)
.

Pagina 2
La luce blu, la luce bianca e la salute
Il corpo umano, in maniera del tutto involontaria, interpreta la luce blu come un indicatore, tramite il quale è in grado di percepire se sia giorno oppure notte.
Le luci dalle tonalità calde, che presentano una scarsa presenza o totale assenza di componenti blu, creano meno confusione nell’organismo umano, in quanto interferiscono in misura minore con i ritmi circadiani e riducono i rischi di insonnia o altri disturbi correlati.
Fra le varie tipologie di lampade per l’illuminazione esterna, le più dannose sono quelle a LED bianchi, poiché influiscono maggiormente sui ritmi circadiani dell’organismo e possono alterare i normali cicli di sonno e veglia

1. Esistono diverse soluzioni illuminotecniche in grado di combinare un’ottima efficienza energetica, con una luce di un colore rispettoso dell’ambiente, come ad esempio le lampade ai vapori di sodio.
2. Indipendentemente da qualsiasi parametro illuminotecnico, non si potrà mai affermare che un impianto composto da luci bianche sia rispettoso dell’ambiente notturno.
3. La luce bianca, in particolare quella emessa dai LED, è una risorsa che deve essere usata con moderazione negli impianti per l’illuminazione esterna.

Temperatura di colore

Per quantificare la tonalità della luce emessa dalle lampade, i produttori utilizzano il concetto di “temperatura di colore”, misurata in kelvin (K).
Curiosamente, le lampade dalle tonalità calde, ovvero che emettono una luce gialla, arancione o rossa, posseggono temperature di colore inferiori (al di sotto dei 3000 K). Al contrario, le lampade che emettono una luce con tonalità fredda (bianca o bianco-azzurra) posseggono temperature di colore più elevate (al di sopra dei 3000 K, fino ad arrivare anche a 6000 K).
Per garantire il rispetto dell’ambiente notturno, è preferibile l’uso di lampade con tonalità calde, ovvero che posseggono una bassa temperatura di colore.
La legislazione andalusa limita l’utilizzo di LED bianchi nelle zone di maggior tutela dell’Andalusia, E1 ed E2.

Pagina 3
La luce bianca: usare con moderazione
I criteri di risparmio in materia di illuminazione esterna tendono, di per sé, a favorire le lampade che abbiano un’ efficienza massima, ovvero che emettano una maggior quantità di luce con un minor consumo elettrico.
In determinate situazioni, la tecnologia LED può offrire opportunità di risparmio energetico. Tuttavia le lampade di questo tipo, che al giorno d’oggi sono quelle che sfruttano meglio l’energia, sono anche quelle che emettono più luce blu e quindi le più dannose da un punto di vista ambientale.
Il mercato offre diverse soluzioni alternative, più economiche e che sono in grado di combinare un’eccellente efficienza luminosa con la salvaguardia dell’ambiente. Tra di esse spiccano le lampade ai vapori di sodio.
Solo alcuni tipi di lampade a LED possiedono un’efficacia comparabile alle lampade ai vapori di sodio ad alta pressione, ovvero quelle a LED bianchi, che hanno elevate emissioni nel blu.
I vantaggi illuminotecnici della luce bianca (miglior resa cromatica con livelli di luce elevati, sensibilità leggermente superiore con livelli di luce molto bassi), devono essere valutati per ogni specifico progetto, senza però mai dimenticare la presenza di svantaggi da un punto di vista ambientale.
Sta aumentando sul mercato l’offerta di diodi LED con tonalità verso il giallo, i quali sono in grado di offrire sia un’efficienza energetica accettabile (ma comunque inferiore a quella dei LED bianchi, o di altre tecnologie più consolidate), sia una luce più rispettosa dell’ambiente.

(Testi in grigio)
1. Esempio pratico
Si consideri un impianto di lampade al mercurio da 250 W di potenza. Sostituendole con lampade ai vapori di sodio ad alta pressione da 150 W, è possibile coseguire un risparmio energetico, che però comporta un aumento della quantità di luce emessa e, di conseguenza, un incremento dell’inquinamento luminoso. Se si opta per lampade ai vapori di sodio ad alta pressione da 70 W, si otterrà un risparmio energetico ancora maggiore, andando contemporaneamente a ridurre il livello di luce emessa e, quindi, a diminuire gli effetti negativi sull’ambiente.
2. Il regio decreto n°1890 del 14 novembre 2008, approva il Regolamento di efficienza energetica per gli impianti di illuminazione esterna e stabilisce valori ragionevoli per i livelli di illuminazione.
3. La normativa andalusa stabilisce, con carattere generale, che le lampade non possono emettere più dell’1% del loro flusso luminoso misurato sul piano orizzontale.

Pagina 4
I criteri sostenibili per la sostituzione delle lampade
Una semplice ma efficace modalità di risparmio, consiste nel sostituire lampade poco efficienti con altre che emettano una maggior quantità di luce per ogni watt assorbito. Ad esempio, le lampade al mercurio possono essere sostituite da quelle ai vapori di sodio.
Tuttavia si corre il rischio di installare lampade che, nonostante consumino meno elettricità rispetto alle precedenti, potrebbero avere un’emissione luminosa maggiore. In questa maniera c’è sì un risparmio energetico, ma si sta anche incrementando l’inquinamento luminoso.
Durante l’installazione di nuove lampade più efficienti, è bene approfittare dell’occasione per adattare il grado di illuminazione a livelli adeguati. In tal modo si otterrà un maggior risparmio energetico e la creazione di ambienti più confortevoli.
In Spagna, negli ultimi dieci anni, in moltissimi casi la tendenza è stata quella di permettere e raccomandare una riduzione dei livelli di illuminazione.
La sostituzione delle lampade deve essere sempre effettuata sotto la supervisione di specialisti, che garantiscano le modifiche tecniche necessarie durante il cambio delle fonti luminose e che siano in grado di calcolare la giusta potenza da installare, al fine di ottenere un livello di illuminazione adeguato.

Illuminare, dall’alto verso il basso
Molte lampade emettono una luce che punta direttamente verso l’alto. Utilizzando dei sistemi che impediscano alla luce di essere proiettata verso il cielo, è possibile sfruttare meglio l’energia ed evitare molti effetti negativi dell’inquinamento luminoso.
Un impianto di illuminazione in cui parte del flusso luminoso è proiettato direttamente verso il cielo, non è rispettoso dell’ambiente e non sfrutta al meglio l’energia che consuma.

(Testi in giallo)
1. L’installazione di lampade più efficienti, non deve comportare un livello di intensità luminosa superiore a quello necassario. Molto spesso è possibile abbassare tale livello.
2. La sostituzione delle lampade può richiedere modifiche addizionali nell’impianto, che devono essere effettuate sotto la supervisione di specialisti.
3. E’ bene che l’illuminazione avvenga verso il basso, per risparmiare energia e rispettare l’ambiente.

Intervista BMP n° 3: Clémentine Azam

Intervista realizzata da Andrea Giacomelli nell’agosto 2015. Traduzione in inglese a cura di Alessia Carrara.

AG: Clémentine, ci daresti una breve presentazione di te e della tua organizzazione?

CA: Sono una dottoranda e lavoro sugli effetti dell’illuminazione artificiale notturna sui pipistrelli. Nello specifico, mi interesso di come l’illuminazione artificiale notturna influenzi la distribuzione spaziale e i movimenti dei pipistrelli su diverse scale spaziali.
mnhn_cazamIl mio laboratorio, il Centro per l’Ecologia e la Scienza della Conservazione del Museo di Storia Naturale di Parigi, è specializzato in questioni relative alla conservazione della biodiversità e mira a definire in che modo le perturbazioni antropogeniche, come l’agricoltura intensiva e l’urbanizzazione, incidano sulla biodiversità e come le politiche pubbliche possono impedire l’erosione della biodiversità. La nostra squadra, che lavora sui pipistrelli, è composta da 7 persone.

AG: Ti sei interessata prima alla ricerca sull’illuminazione artificiale notturna o ai pipistrelli?

CA: Mi sono interessata prima ai pipistrelli: sono una specie così affascinante, piena di misteri! In particolare, ho lavorato sugli schemi di selezione dell’habitat e sul modo in cui le attività umane possono modificare le aree del paesaggio in cui i pipistrelli vanno a caccia di cibo. Il problema dell’inquinamento luminoso è emerso rapidamente poiché, lavorando sui pipistrelli, il paesaggio notturno ha un’importanza cruciale.

AG: Il parziale spegnimento dell’illuminazione notturna è una misura efficace per contenere l’impatto dell’illuminazione artificiale sui pipistrelli?

Photo_lampadaireCA: Sì, l’illuminazione parziale durante le ore notturne può essere un provvedimento vantaggioso per i pipistrelli; tuttavia, le modalità con cui questo provvedimento viene attuato in molte località (spegnere i lampioni da mezzanotte alle 5 del mattino) non sono ottimali. Questo sistema è stato ideato dalle autorità locali prevalentemente per risparmiare energia e denaro, oltre che per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile riducendo le emissioni di CO2. In principio, non è stato pensato proprio per salvaguardare la biodiversità. Eppure, con sistemi d’illuminazione del genere si potrebbero potenzialmente realizzare obiettivi economici, energetici e relativi alla biodiversità.

L‘anno scorso, abbiamo voluto delineare il modo in cui 8 specie di pipistrelli reagivano a tali schemi in un’area situata 60 km a sud di Parigi. Metà delle località utilizzava il sistema di illuminazione parziale nelle ore notturne da almeno due anni e l’altra metà adottava il tradizionale regime di illuminazione per l’intera notte. È emerso che i pipistrelli adattavano il loro comportamento di foraggiamento alla disattivazione parziale dell’illuminazione pubblica. Due taxa fotosensibili risultavano più attivi nei siti dov’era impiegato il sistema d’illuminazione parziale piuttosto che nei siti illuminati tradizionalmente per tutta la notte, a suggerire che potrebbero sfruttare questi ultimi, una volta che l’illuminazione pubblica sarà disattivata.
Ciò nonostante, i livelli di attività di uno dei due taxa presso i siti parzialmente illuminati risultavano comunque molto più bassi rispetto ai siti di controllo non illuminati; pertanto, gli attuali schemi di parziale disattivazione dell’illuminazione pubblica nelle ore notturne non riescono ancora a includere una parte significativa della gamma di attività notturne di questo genere.

Questo risultato è coerente con un altro studio condotto da Julie Day e i suoi collaboratori nel Regno Unito, durante il quale è stata studiata l’attività di un’altra specie di pipistrelli sensibile alla luce simulando diversi scenari di illuminazione parziale nelle ore notturne e arrivando alla conclusione che tali schemi dovrebbero essere applicati prima delle 23 per includere più del 50% della loro attività notturna. Pertanto, gli schemi di illuminazione parziale nelle ore notturne possono diventare una misura di mitigazione efficace per le specie fotosensibili se attivati prima nel corso della notte.

Probabilmente, se fosse attuato in un’intera città, un programma simile incontrerebbe una qualche resistenza da parte dei cittadini, ma potrebbe essere una valida strategia accanto a corridoi ecologici come parchi urbani e argini dei fiumi, e consentirebbe alle specie fotosensibili di perdurare nelle aree urbane e periurbane.

AG: Dal tuo punto di vista, da dottoranda in Francia, dove ti vedi fra cinque anni?

clementine_azamCA: È una domanda difficile! Vorrei continuare a lavorare sull’inquinamento luminoso e sulla conservazione del paesaggio notturno magari ampliando le mie prospettive all’ecologia urbana e alla pianificazione dello sfruttamento sostenibile del territorio; probabilmente come ricercatrice post-dottorato in Francia o da qualche altra parte…

AG: Sei a conoscenza degli sviluppi legislativi sulla mitigazione dell’inquinamento luminoso in Francia, come funzionano nell’area in cui vivi e lavori?

CA: A partire dal 2013, in Francia, le luci degli uffici che si trovano negli edifici devono essere spente un’ora dopo l’ultima presenza, inoltre, le vetrine dei negozi e le facciate degli edifici devono essere spente entro l’una di notte (oppure un’ora dopo l’ultima presenza se questa si verifica dopo l’una di notte). A Parigi, tutti gli edifici e i monumenti amministrati dalla città devono ufficialmente essere spenti a mezzanotte durante la settimana e all’una nei weekend e in estate (stagione turistica). Tuttavia, ci sono molti edifici che restano ancora illuminati dopo mezzanotte ed è difficile stabilire se si tratti di un’infrazione o se sia stata concessa una deroga a quel particolare edificio. Nonostante ciò vediamo una mobilitazione concreta da parte delle amministrazioni locali al fine di cambiare e migliorare la gestione dell’illuminazione pubblica. Questo è probabilmente dovuto al fatto che l’illuminazione artificiale notturna pesa in maniera consistente sulle bollette dei comuni per l’elettricità. Inoltre, gli impianti di illuminazione stanno diventando obsoleti e dovranno essere sostituiti nel corso del prossimo decennio. Siamo di fronte a una vera richiesta, da parte della popolazione, di infrastrutture di illuminazione sostenibile che siano a risparmio energetico e che rispondano ai bisogni sociali e alle questioni ambientali e sanitarie.

Stiamo perdendo la notte? ecologi e cittadini alla ricerca della qualità del cielo notturno

logoLTER-ITTra la fine di giugno e di agosto ricercatori italiani impegnati nelle Ricerche Ecologiche di Lungo Termine (Rete LTER-Italia) e nello studio e analisi dei dati di biodiversità (Infrastruttura LifeWatch) percorrono assieme ai cittadini tre itinerari di divulgazione scientifica su ecosistemi e biodiversità, come eventi di comunicazione della scienza e della sostenibilità ambientale a EXPO2015, patrocinati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Questi percorsi saranno anche l’occasione per svolgere attività di mappatura partecipata della qualità del cielo notturno, nell’ambito del progetto della BuioMetria Partecipativa (BMP), che dal 2008 ha avviato iniziative di educazione ambientale che gradualmente si sono strutturate a costituire uno dei casi più longevi di “citizen science” sul tema dell’inquinamento luminoso.

Attivarti.org, l’associazione che coordina la BMP su scala nazionale e che in ambito europeo assieme all’Istituto di Biometeorologia del CNR rappresenta l’Italia nella rete di ricerca Loss of the Night, ha affidato i “buiometri” ai ricercatori referenti dei cammini LTER: nel corso delle notti, tra una tappa e l’altra dei cammini, verranno eseguite dai cittadini misure della qualità del cielo notturno, con l’obiettivo di estendere la rete di misura su aree al momento non ancora coperte.

Dopo sette anni in cui i sensori del progetto BMP sono stati distribuiti e utilizzati da ampie e diversificate categorie di cittadini e appassionati (da baristi a insegnanti, da astrofili, a cicloturisti iraniani per citarne alcuni), è la prima volta che gli strumenti vengono richiesti e utilizzati da enti di ricerca, nell’ambito di un proprio progetto di divulgazione scientifica.

cnrLe esperienze di misura della qualità del cielo notturno saranno illustrate, in collaborazione con l’associazione Attivarti.org, durante l’evento CNRxEXPO “Ecosistemi e biodiversità: la ricerca italiana al servizio dei cittadini”, che si terrà a EXPO (Padiglione Italia) il 29 luglio, nel corso del quale verranno presentati gli itinerari LTER.

 

Per informazioni e contatti: