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Light pollution and marine food webs: preliminary results from an intertidal case study

emaggi-coverElena Maggi, a reseacher from the Department of Biology at the Università of Pisa, presented at the 11th International Temperate Reefs Symposium a talk on an experiment concerning the assessment of impacts of artificial light at night on marine food webs.

 

One of the sensors used for the experimental campaign was provided by the BuioMetria Partecipativa project.

Government of Andalusia Actions to improve the Quality of the Night Sky

Source: Estefania Canavate Garcia, in the Loss of the Night Network. Translation by Carlo Fantilli, student at the Scuola Superiore di Mediazione Linguistica di Pisa.
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Campagne per la divulgazione e la presa di coscienza da parte dei cittadini.
Tra le campagne più rilevanti si segnalano: la campagna ”Espacios naturales de Andalucía, cielos de calidad” (“Gli spazi naturali dell’Andalusia, cieli di qualità”), il cui obiettivo è valorizzare i cieli dell’Andalusia, incoraggiando il turismo astronomico ed uno sviluppo sostenibile; le campagne “Ferias de luz y sonido, un placer para los sentidos” (“Fiere di luci e suoni, un piacere per i sensi”) e “¿Cómo iluminas tu Navidad?” (“Come illumini il Natale?”), che mirano ad ottenere un’illuminazione più sostenibile durante i periodi natalizi e festivi; infine la campagna “La iluminación de tu campo es de primera” (“L’illuminazione del tuo campo è di prima qualità”).

Concorsi
Una maniera efficace per coinvolgere tutti i cittadini è l’organizzazione di concorsi sulla base di varie categorie come ad esempio: cortometraggi sostenibili, cartelloni, racconti brevi, poesie e graffiti.

Campagna di formazione
Rivolta a tecnici e responsabili comunali, comunità universitarie, insegnanti ed alunni delle scuole primarie e secondarie, professionisti del settore pubblico e privato.

Sostegni economici
Secondo i criteri stabiliti dall’Ordinanza del 20 dicembre 2010, i comuni aderenti al Programma per la Sostenibilità Urbana Città 21 potranno ottenere sovvenzioni destinate alla messa in opera di azioni e strategie specifiche per contrastare il cambiamento climatico. Oltretutto, anche il Patto dei Sindaci si sta impegnando ad acquisire fondi dalla Banca Europea degli Investimenti, supportando la partecipazione di aziende attive nel settore dei Servizi Energetici.

Progetti pilota
Tramite la messa in pratica di questi progetti, alcuni impianti di illuminazione specifici verranno rinnovati ed adattati nel modo migliore alle normative; essi rappresenteranno il modello da seguire per tutti gli altri comuni dell’Andalusia.

Creazione di un gruppo di lavoro internazionale di Amministrazione che definisca le norme per regolamentare l’inquinamento luminoso.
La creazione di un gruppo internazionale servirà a favorire il confronto delle esperienze e a supportare sia lo sviluppo, che la successiva applicazione delle norme.

In conclusione, è necessario proteggere gli spazi naturali della nostra Comunità. Inoltre è essenziale sottolineare il valore dei nostri cieli come patrimonio culturale e dei nostri osservatori astronomici come patrimonio scientifico. Ciononostante, al fine di ottenere risultati positivi, le strategie per prevenire l’inquinamento luminoso dovranno essere supportate da importanti campagne di sensibilizzazione e formazione. Sarà possibile trovare la soluzione a questi problemi attraverso la coerenza e i consensi di produttori, Amministrazioni, settori economici competenti e cittadini.

Retro:

Le terre andaluse possiedono un notevole valore ambientale, infatti è per questo motivo che in Andalusia è possibile trovare numerose aree protette. Queste aree occupano circa il 20% del territorio andaluso e da sole rappresentano il 30% delle aree protette della Spagna. In esse vivono molte specie, sia animali che vegetali, vulnerabili agli effetti causati dell’uomo.

Ad ogni modo, l’Andalusia non si distingue solamente per la qualità delle sue aree naturali; anche il cielo notturno infatti è storicamente un punto di riferimento mondiale per le osservazioni astronomiche. Ne è la prova la presenza sul suolo andaluso di due importanti osservatori: il Centro Astronomico Ispano-Tedesco di Calar Alto e l’Osservatorio della Sierra Nevada. Tuttavia, l’aumento degli impianti di illuminazione esterna rischia di andare a compromettere l’oscurità naturale di queste aree e del cielo notturno; fino ad ora infatti, tali impianti sono stati progettati seguendo criteri tecnici ed economici ma, sfortunatamente, non criteri ambientali. Per proteggere il patrimonio naturale ed astronomico e garantire un nuovo modello di sviluppo economico per il territorio, l’Andalusia si pone in prima linea nella regolamentazione dell’inquinamento luminoso. Il Consiglio Regionale, mediante la legge n°7 del 9 luglio 2007, ha stabilito le prime linee guida di Gestione Integrata della Qualità Ambientale, sviluppate successivamente con il Decreto n°357 del 3 agosto 2010, tramite il quale è stato approvato il Regolamento per la tutela della qualità del cielo notturno contro l’inquinamento luminoso e sono state stabilite misure di risparmio ed efficienza energetica.
Il Decreto definisce l’inquinamento luminoso come l’emissione di un flusso luminoso da parte di sorgenti di luce artificiali che costituiscono impianti d’illuminazione esterna notturna che abbia intensità, direzione o estensione spettrale inadeguati alla realizzazione delle attività previste nella zona illuminata.
Obiettivi:
a) Prevenire, ridurre e correggere gli effetti della diffusione di luce artificiale nel cielo notturno.
b) Preservare le condizioni di oscurità naturale a beneficio degli ecosistemi notturni in generale.
c) Promuovere un uso efficiente degli impianti di illuminazione, senza mettere a rischio la sicurezza degli utenti.
d) Ridurre la dispersione di luce in zone differenti da quelle che si intende illuminare, specialmente in ambienti naturali o all’interno di edifici residenziali.
e) Salvaguardare la qualità del cielo notturno per facilitarne la visione, in particolare nelle vicinanze di osservatori astronomici.

Ambito di applicazione:
impianti di illuminazione esterni, dispositivi illuminotecnici e apparecchiature ausiliarie di illuminazione, sia pubbliche che private, presenti sul territorio della Comunità Autonoma dell’Andalusia.

Soggetti competenti:
Assessorato dell’Ambiente e Amministrazione Comunale

Zonizzazione del territorio:
è necessario che tutte le attività notturne, sia economiche che non, siano rese compatibili con la qualità della vita dei cittadini, con la protezione degli esseri viventi più vulnerabili, con la visione del cielo notturno e con le osservazioni astronomiche. L’obiettivo è sia quello di tutelare al massimo le zone maggiormente a rischio, sia quello di garantire alle città e ai paesi una vita notturna confortevole. Per conseguire tale scopo, la normativa prevede una zonizzazione dell’Andalusia, ovvero la suddivisione del territorio in diverse aree nelle quali il grado di protezione è determinato in base alle effettive necessità dell’area stessa.

Restrizioni per gli impianti più recenti:
Il Flusso Emisferico Superiore installato deve essere inferiore all’1%.
I livelli di illuminazione e luce dispersa devono rispettare i valori stabiliti dal Regio Decreto n° 1890 del 14 novembre 2008.
Le lampade devono fornire la miglior efficienza energetica possibile.
Nelle zone E1 ed E2 l’uso di lampade con emissioni a breve lunghezza d’onda dello spettro visibile è limitato.
Gli impianti non devono proiettare luce in zone che non siano l’oggetto o l’area da illuminare.
L’illuminazione ornamentale e quella proveniente da cartelloni pubblicitari ed insegne luminose deve essere effettuata dall’alto verso il basso.
Tutti gli impianti d’illuminazione più recenti devono essere dotati di sistemi automatici di regolazione che riducano il flusso luminoso durante le ore notturne.

Divieti per tutti i tipi di impianti:
LED, laser e proiettori pubblicitari che emettono un flusso luminoso al di sopra del piano orizzontale.
Illuminazione di spiagge e coste situate al di fuori del centro abitato.
Aerostati luminosi con fini pubblicitari.
Lampade non monocromatiche nelle zone Z1.
Insegne luminose nelle zone E1.
Sostituzione nell’arco di tre anni di tutte le lampade con un Flusso Emisferico Superiore installato superiore al 25% (ad esempio le lampade di forma sferica e i lampioni).
Spegnimento di tutti gli impianti delle zone E1 ed E2 durante le ore notturne, eccetto l’illuminazione necessaria alla sicurezza. Spegnimento dell’illuminazione ornamentale e dei cartelloni pubblicitari nelle ore notturne.

(Pagina 3)
L’Assessorato dell’Ambiente appoggia l’applicazione del Regolamento
Uno degli obiettivi principali dell’Assessorato dell’Ambiente è quello di garantire l’applicazione del Decreto n°357 del 3 agosto 2010; tale obiettivo però deve scontrarsi con alcune difficoltà che è necessario superare: la diffusa disinformazione riguardo le cause e gli effetti dell’inquinamento luminoso, la storica connessione tra società sviluppata e spreco energetico, gli interessi dei settori coinvolti che a volte si contrappongono e l’attuale limitazione di risorse. A tale scopo, l’ Assessorato dell’Ambiente ha lanciato un’ampia strategia che integra diversi vettori fondamentali:

Supporto tecnico alle amministrazioni comunali
La Dirección General de Cambio Climático y Medio Ambiente Urbano (Direzione Generale per il Cambiamento climatico e Ambiente urbano) fornisce tutto il supporto tecnico necessario ai comuni per la messa in pratica dei provvedimenti derivanti da tale Regolamento.

In considerazione di ciò, per facilitare l’approvazione della zonizzazione del territorio da parte delle amministrazioni comunali, l’Assessorato dell’Ambiente ha deciso di includere nel progetto di protezione delle aree più a rischio anche l’utilizzo del suolo. In seguito, tali informazioni sono state distribuite ai vari comuni tramite differenti mezzi. Quindi è stata realizzata una mappa del territorio in formato PDF, composta da vari strati cartografici visualizzabili per mezzo di Google Earth, ed editabili con programmi di gestione delle informazioni geografiche.

Tra gli altri provvedimenti a supporto delle amministrazioni comunali messi in atto dall’Assessorato dell’Ambiente vi sono: creazione di un servizio di richiesta informazioni sull’inquinamento luminoso integrato con i servizi di consulenza telefonici a disposizione dei cittadini, creazione di un indirizzo e-mail per la richiesta di informazioni on line, pubblicazione di una guida tecnica per l’applicazione del Regolamento, organizzazione di campagne per la misura dell’inquinamento luminoso e di comitati tecnici provinciali rivolti ai tecnici e ai responsabili degli impianti per l’illuminazione pubblica.

From the Andalucian Environmental Agency: Environmental Criteria for the adaptation of lighting for energy saving

In the context of the Loss of the Night network, we got to know more about the work done by the Environmental Agency of Andalucia in relation to light pollution mitigation and promotion of night skies.

After the interview with Estefania Canavate Garcia in 2014, we are proposing you the translation from Spanish of some information material produced by this organisation.

The translation into Italian is by Carlo Fantilli, a student at the Scuola Superiore di Mediazione Linguistica di Pisa.

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FRONTE

Pagina 1:
In Spagna il consumo energetico pro capite per l’illuminazione pubblica e privata esterna, supera di molto la media europea.

Pagina 2:
Per maggiori informazioni: luminica.cma@juntadeandalucia.es
www.juntadeandalucia.es/medioambiente/contaminacionlumica

Pagina 3:
Assessorato dell’Ambiente – I criteri ambientali da seguire per un’illuminazione mirata al risparmio energetico.

Pagina 4:
Un buon sistema d’illuminazione non solo sfrutta l’energia in modo efficace, ma deve anche rispettare l’ambiente, gli ecosostemi, il paesaggio celeste e gli individui.
E’ possibile conseguire il risparmio energetico nel rispetto delle naturali condizioni notturne.

RETRO

Pagina 1:
Gli effetti della luce blu e di quella bianca sull’ambiente.
La luce blu e la luce bianca nella natura.
Durante la notte si sviluppa un’ intensa attività biologica. Gli ecosistemi potrebbero essere alterati a causa della luce artificiale: interazioni preda-predatore, processi di accoppiamento e riproduzione, migrazioni, attrazione o repulsione selettiva.
Gli insetti sono per la maggior parte creature notturne. Si trovano alla base della catena alimentare e sono molto più sensibili alla luce blu, rispetto a quella gialla o rossa.
La luce bianca contiene una notevole quantità di emissioni nel blu, per questo interferisce maggiormente sugli ecosistemi.

La luce blu e la luce bianca nel firmamento.
La luce artificiale che si diffonde nell’atmosfera, elimina l’oscurità naturale del cielo notturno; ciò rende più difficile sia apprezzarne la bellezza visiva, sia l’osservazione per scopi scientifici.
Come mai di giorno il cielo è azzurro, nonostante la luce diurna provenga dal Sole, che è bianco? Poiché la luce blu si diffonde molto più facilmente nell’atmosfera, rispetto alla luce gialla o rossa.
Lo stesso accade di notte: se l’illuminazione avviene tramite luci con tonalità calde (tendenti al giallo), il raggio della luce dispersa viene ridotto notevolmente. La luce bianca è più ricca di componenti blu, cosa che la rende più dannosa.

(Testo in giallo)
La luce gialla interferisce in misura minore sulla fauna selvatica notturna, preserva maggiormente il cielo notturno ed è più salutare
.

(Testo in grigio)
Con il Decreto n°357 del 3 agosto 2010, è stato approvato il Regolamento per la tutela della qualità del cielo notturno, mirato a contrastare l’inquinamento luminoso e a stabilire norme di risparmio ed efficienza energetica, oltre a definire, laddove sia possibile, la preferenza verso luci con tonalità gialle e limitare le emissioni di luce blu nelle aree maggiormente soggette ad inquinamento luminoso (zone E1 ed E2)
.

Pagina 2
La luce blu, la luce bianca e la salute
Il corpo umano, in maniera del tutto involontaria, interpreta la luce blu come un indicatore, tramite il quale è in grado di percepire se sia giorno oppure notte.
Le luci dalle tonalità calde, che presentano una scarsa presenza o totale assenza di componenti blu, creano meno confusione nell’organismo umano, in quanto interferiscono in misura minore con i ritmi circadiani e riducono i rischi di insonnia o altri disturbi correlati.

Fra le varie tipologie di lampade per l’illuminazione esterna, le più dannose sono quelle a LED bianchi, poiché influiscono maggiormente sui ritmi circadiani dell’organismo e possono alterare i normali cicli di sonno e veglia.

1. Esistono diverse soluzioni illuminotecniche in grado di combinare un’ottima efficienza energetica, con una luce di un colore rispettoso dell’ambiente, come ad esempio le lampade ai vapori di sodio.
2. Indipendentemente da qualsiasi parametro illuminotecnico, non si potrà mai affermare che un impianto composto da luci bianche sia rispettoso dell’ambiente notturno.
3. La luce bianca, in particolare quella emessa dai LED, è una risorsa che deve essere usata con moderazione negli impianti per l’illuminazione esterna.

Temperatura di colore

Per quantificare la tonalità della luce emessa dalle lampade, i produttori utilizzano il concetto di “temperatura di colore”, misurata in kelvin (K).
Curiosamente, le lampade dalle tonalità calde, ovvero che emettono una luce gialla, arancione o rossa, posseggono temperature di colore inferiori (al di sotto dei 3000 K). Al contrario, le lampade che emettono una luce con tonalità fredda (bianca o bianco-azzurra) posseggono temperature di colore più elevate (al di sopra dei 3000 K, fino ad arrivare anche a 6000 K).
Per garantire il rispetto dell’ambiente notturno, è preferibile l’uso di lampade con tonalità calde, ovvero che posseggono una bassa temperatura di colore.
La legislazione andalusa limita l’utilizzo di LED bianchi nelle zone di maggior tutela dell’Andalusia, E1 ed E2.

Pagina 3
La luce bianca: usare con moderazione
I criteri di risparmio in materia di illuminazione esterna tendono, di per sé, a favorire le lampade che abbiano un’ efficienza massima, ovvero che emettano una maggior quantità di luce con un minor consumo elettrico.
In determinate situazioni, la tecnologia LED può offrire opportunità di risparmio energetico. Tuttavia le lampade di questo tipo, che al giorno d’oggi sono quelle che sfruttano meglio l’energia, sono anche quelle che emettono più luce blu e quindi le più dannose da un punto di vista ambientale.
Il mercato offre diverse soluzioni alternative, più economiche e che sono in grado di combinare un’eccellente efficienza luminosa con la salvaguardia dell’ambiente. Tra di esse spiccano le lampade ai vapori di sodio.
Solo alcuni tipi di lampade a LED possiedono un’efficacia comparabile alle lampade ai vapori di sodio ad alta pressione, ovvero quelle a LED bianchi, che hanno elevate emissioni nel blu.
I vantaggi illuminotecnici della luce bianca (miglior resa cromatica con livelli di luce elevati, sensibilità leggermente superiore con livelli di luce molto bassi), devono essere valutati per ogni specifico progetto, senza però mai dimenticare la presenza di svantaggi da un punto di vista ambientale.
Sta aumentando sul mercato l’offerta di diodi LED con tonalità verso il giallo, i quali sono in grado di offrire sia un’efficienza energetica accettabile (ma comunque inferiore a quella dei LED bianchi, o di altre tecnologie più consolidate), sia una luce più rispettosa dell’ambiente.

(Testi in grigio)
1. Esempio pratico
Si consideri un impianto di lampade al mercurio da 250 W di potenza. Sostituendole con lampade ai vapori di sodio ad alta pressione da 150 W, è possibile coseguire un risparmio energetico, che però comporta un aumento della quantità di luce emessa e, di conseguenza, un incremento dell’inquinamento luminoso. Se si opta per lampade ai vapori di sodio ad alta pressione da 70 W, si otterrà un risparmio energetico ancora maggiore, andando contemporaneamente a ridurre il livello di luce emessa e, quindi, a diminuire gli effetti negativi sull’ambiente.
2. Il regio decreto n°1890 del 14 novembre 2008, approva il Regolamento di efficienza energetica per gli impianti di illuminazione esterna e stabilisce valori ragionevoli per i livelli di illuminazione.
3. La normativa andalusa stabilisce, con carattere generale, che le lampade non possono emettere più dell’1% del loro flusso luminoso misurato sul piano orizzontale.

Pagina 4
I criteri sostenibili per la sostituzione delle lampade
Una semplice ma efficace modalità di risparmio, consiste nel sostituire lampade poco efficienti con altre che emettano una maggior quantità di luce per ogni watt assorbito. Ad esempio, le lampade al mercurio possono essere sostituite da quelle ai vapori di sodio.
Tuttavia si corre il rischio di installare lampade che, nonostante consumino meno elettricità rispetto alle precedenti, potrebbero avere un’emissione luminosa maggiore. In questa maniera c’è sì un risparmio energetico, ma si sta anche incrementando l’inquinamento luminoso.
Durante l’installazione di nuove lampade più efficienti, è bene approfittare dell’occasione per adattare il grado di illuminazione a livelli adeguati. In tal modo si otterrà un maggior risparmio energetico e la creazione di ambienti più confortevoli.
In Spagna, negli ultimi dieci anni, in moltissimi casi la tendenza è stata quella di permettere e raccomandare una riduzione dei livelli di illuminazione.
La sostituzione delle lampade deve essere sempre effettuata sotto la supervisione di specialisti, che garantiscano le modifiche tecniche necessarie durante il cambio delle fonti luminose e che siano in grado di calcolare la giusta potenza da installare, al fine di ottenere un livello di illuminazione adeguato.

Illuminare, dall’alto verso il basso
Molte lampade emettono una luce che punta direttamente verso l’alto. Utilizzando dei sistemi che impediscano alla luce di essere proiettata verso il cielo, è possibile sfruttare meglio l’energia ed evitare molti effetti negativi dell’inquinamento luminoso.
Un impianto di illuminazione in cui parte del flusso luminoso è proiettato direttamente verso il cielo, non è rispettoso dell’ambiente e non sfrutta al meglio l’energia che consuma.

(Testi in giallo)
1. L’installazione di lampade più efficienti, non deve comportare un livello di intensità luminosa superiore a quello necassario. Molto spesso è possibile abbassare tale livello.
2. La sostituzione delle lampade può richiedere modifiche addizionali nell’impianto, che devono essere effettuate sotto la supervisione di specialisti.
3. E’ bene che l’illuminazione avvenga verso il basso, per risparmiare energia e rispettare l’ambiente.

BMP Interviews #3: Clémentine Azam, France

This is the third of a series of interviews made by Andrea Giacomelli to experts in the field of artificial light at night and light pollution. The ideas was originally proposed in the context of the Loss of the Night Network, but it is open to anybody active in this field.

The interview to Clémentine Azam was made in August 2015 and is translated into Italian by Alessia Carrara.

AG: Clémentine, will you give us a brief introduction of yourself and of your organization?

CA: I am a PhD student working on the effect Artificial Light At Night on bats. More specifically, I am interested in how ALAN influences the spatial distribution and movements of bats at different spatial scales.
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My lab, the Center for Ecology and Conservation Science of the National Natural History Museum in Paris is focused on biodiversity conservation issues, and aims at characterizing how anthropogenic disturbances such as intensive farming and urbanization affect biodiversity, and how public policies can impedes biodiversity erosion. We are a team of 7 people working on bats.

AG: Did you first become interested in research on ALAN, or on bats?

CA: I first got interested in bats, as they are really fascinating species, full of mystery! In particular, I worked on habitat selection patterns and how human activities could modify the availability of foraging patches for bats in the landscape. Quickly, the question of light pollution came out, if working on bats, landscape at night is of major importance.

AG: Is part-night lighting an effective measure to limit the impacts of artificial lighting on bats?

Photo_lampadaireCA: Yes, part-night lighting can be an efficient measure for bats; however, the way it is done in many localities (turning off streetlight from midnight to 05AM) is not optimal. These schemes have been set up by local authorities mostly to save energy and money, and also to achieve sustainable development goals by limiting CO2 emissions. They have not really been designed for biodiversity in the first place. Yet, with such lighting schemes, there could be a potential to meet economic, energetic and biodiversity goals.
Last year, we intended to characterize how 8 species of bats responded to such schemes in an area located 60 km south from Paris. Half of the localities were practicing part-night lighting for at least 2 years, and half had standard full-night lighting regimes. It appears that bats adapted their foraging behavior to part-night lighting schemes. Two light-sensitive taxa presented higher level of activity on part-night lighting sites compared to full-night lighting sites, suggesting they can exploit these sites once streetlights are turned off. Nevertheless, for one of them, the level of activity on part-night lighting sites was still much lower than on control unlit sites, suggesting that current part-night lighting schemes fail catching an important part of the range of the nightly activity of the genus.
This is consistent with another study made by Julie Day and collaborators in the UK, in which they simulated different part-night lighting scenarios on the activity of another light-sensitive bat species, and concluded that such schemes should start before 23h to catch more than 50% of its nightly activity. Therefore, part-night lighting schemes can become an efficient mitigation measure for light-sensitive species if implemented earlier at night.
Such a schedule would likely face resistance from the local inhabitants if implemented in an entire city, but this could be a valuable strategy along ecological corridors, such as urban parks and river banks, and would allow light-sensitive species to persist in urban and peri-urban environments.

AG: From your perspective as a PhD Student in France, where do you see yourself in five years?

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CA: That is a hard question! I would like to keep working on light pollution and nightscape conservation issues and maybe broaden the perspective into urban ecology and sustainable land-use planning; probably as a post-doc in France or elsewhere…

AG: are you aware of the legislative development in France concerning light pollution mitigation, how are these working in the areas you live and work in?

CA: In France, since 2013, offices in buildings have to be switched off one hour after last occupation, and shops displays and public buildings front have to be switched off before 1AM (or 1 hour after last occupation of this occurs after 1AM). In Paris, officially, all buildings and monuments managed by the city have to be switched off at midnight during the week, 1AM during weekends and during summer (touristic season). However, there are a lot of buildings that are still illuminated after midnight, and it is hard to know if this is an infraction or if there was derogation for this particular building. However, we see a real mobilization from local administrations to change and ameliorate lighting management. This is likely due to the fact that ALAN represents an important part of localities electric bills; and also that lighting equipment is becoming old and has to be replaced in the coming decade. There is a real demand from people to set up sustainable lighting infrastructure that are energy-saving, and that also meets social needs, and health and environmental issues.

Session on Mitigating Threats of Light Pollution & Radio Frequency Interference at the IAU General Assembly

The International Astronomy Union had its latest general assembly in Hawaii, from August 9 to August 23. The even was huge, and hosted a focus meeting related to light pollution.

We could not attend, but we have been following IAU in the past: in 2012 the BuioMetria Partecipativa project was invited to present a poster at the General Assembly in Beijing, China.

This year Attivarti.org decided to provide a translation into Italian of the page summarizing the meeting agenda, so as to provide to their national audience an insight on the astronomical community priorities concerning this issue.

The adaptation of the text is by Andrea Giacomelli. The translation from English to Italian is by Alessia Carrara.

Source page: http://astronomy2015.org/focus_meeting_21

 

 

Are we losing the night? Ecologists and citizens in the quest for night sky quality.

logoLTER-IT
Between the end of June and the end of August, a team of Italian researchers active in Long-Term Ecology Research (Rete LTER-Italia) and in the study and analysis of biodiversity data (within the LifeWatch Infrastructure) will walk along with citizens on three scientific dissemination trails on ecosystems and biodiversity. The trails are part of the campaign on science and sustainability outreach of EXPO2015, under the patronage of the Italian National Research Council (CNR).


These trails will also embed a night sky quality monitoring campaign, in liaison with the BuioMetria Partecipativa (BMP) project. This is an initiative started in 2008 from Southern Tuscany, which has grown from a small “home made” operation to represent one of the longest running citizen science initiatives related to the night sky and light pollution.

Attivarti.org, is the non-governmental organization in charge of the BMP project. Together with the CNR Biometeorology Institute , these two subjects represent Italy in the Loss of the Night Network, funded by the European COST Programme.

Following the participatory process standing at the foundation of the BMP project, the “LTER trails” initiative borrowed two sensors from Attivarti.org. During the trails it will be possible for participants to take night sky quality measurements, with the aim of extending the current monitoring network to areas which have not yet been covered by the BMP activities.

After seven years during which the BMP sensors have been deployed in an extremely diverse array of user categories (such as bartenders, teachers, stargazers or Iranian globetrotters from the Netherlands), this is the first time that the sensors have been requested by a research institution in the context of a formal scientific dissemination project.

cnrThe LTER trails will be presented during the CNRxEXPO event on “Ecosystems and biodiversity: Italian Research at the Citizens’ Service”. This will take place at the  EXPO (Italian Pavillion) on July 29, 2015. In the same event, feedback from the  night sky quality monitoring campaign in the context of the LTER trails will be presented, in collaboration with Attivarti.org,

For more information: